Pan Musica di Guglielmo Fusero: riparazione fisarmoniche - accordatura strumenti vari
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Funzionamento della fisarmonica

 

Descrizione dello strumento
La fisarmonica è composta da tre parti principali: cassa armonica sul lato canto (mano destra) – mantice, al centro – cassa armonica sul lato bassi (mano sinistra).
A seconda del tipo di tastiera al canto si distinguono due tipi di fisarmoniche: sistema “pianoforte” (o a tastiera) e sistema “cromatico” (o a bottoni).
Una fisarmonica a pianoforte completa ha 41 tasti e 120 bassi (vengono però prodotti anche modelli per fisarmonica classica, che arrivano fino a 45 tasti).
Una fisarmonica “cromatica”, al canto, ha una estensione maggiore: 52 bottoni “veri” e oltre.


Prima di procedere nella descrizione tecnica è necessaria una parentesi per spiegare alcune caratteristiche dello strumento.
Nella fisarmonica i suoni vengono prodotti da ance metalliche che vibrano stimolate da un flusso d’aria prodotto dal movimento del mantice. Ad ogni tasto corrisponde un suono, prodotto da 2, 3 o 4 ance, che vibrano insieme per dare più potenza al suono e anche per poter ottenere registri diversi.
Si dirà che una fisarmonica è in 2a - 3a - 4a al canto a seconda del numero di ance che suonano contemporaneamente selezionando il registro mastro. Esistono anche alcuni strumenti in 5a al canto.
Al basso le fisarmoniche sono solitamente in 5a. Alcune da studio sono in 4a. Rari modelli sono invece in 6a.
Una fisarmonica si può considerare completa se se presenta il canto in 4a e in bassi in 5a.
Gli strumenti in seconda hanno due serie di ance che sono come altezza di suono in ottava giusta. Nel modello a pianoforte il primo DO dell’ottava giusta corrisponde al DO CENTRALE del pianoforte, ossia al DO con il taglio in testa sotto il pentagramma. In tali strumenti per ottenere un suono simile al violino una delle due serie viene accordata alcuni centesimi più alto, ottenendo un effetto vibrato. Questa serie di ance prende il nome di “crescente”.
Gli strumenti in terza, oltre alle due serie di cui si è detto, hanno un’altra serie di ance, però un ottava al di sotto, chiamata ottava bassa.
Le fisarmoniche in quarta possono avere un’altra ottava giusta, che viene chiamata “calante” perché accordata però alcuni centesimi al di sotto. Facendo suonare insieme crescente, giusta e calante si ottiene il registro “musette”, molto adatto per certi brani (valzer musette, valzer viennesi, ecc…). In alternativa al calante possono avere una serie di ance situate un ottava al di sopra di quella giusta, chiamata “acuto”, o “ottavino”, o “piccolo”. Le fisarmoniche che presentano quest’ultima caratteristica vengono chiamate organtone per la possibilità di imitare l’organo.
Quando tutte le voci sono inserite si ha il registro maestro o master. Eliminando una o più serie di voci si avranno registri diversi: ad esempio, con il registro “basson” suona solo l’ottava bassa, con il “clarino” solo l’ottava giusta, con il “violino” l’ottava giusta con il crescente, con l’”organo” ottava giusta con ottava bassa e piccolo, ecc…
Nelle schede tecniche dello strumento sono state recentemente adottate le seguenti sigle: ottava bassa: 16a; ottava giusta-calante-crescente: 8a; piccolo o ottavino: 4a. Ne deriva che una fisarmonica musette viene così descritta 8a 8a 8a 16a; una fisarmonica organtone: 4a 8a 8a 16a.


Esaminiamo ora lo strumento pezzo per pezzo cominciando dal lato canto.
Sia che si tratti di tasti o di bottoni, il principio è lo stesso: premendo un tasto, tramite un sistema a leva si solleva una valvola che libera il passaggio dell’aria alla voce che produce la nota corrispondente al tasto premuto.
Togliendo il traforo “coprivoci” le valvole sono ben visibili.
La fisarmonica cromatica solitamente è dotata di cinque file di bottoni: le prime tre file partendo dall’esterno riproducono tutta la scala cromatica; le altre due sono facilitazioni e ripetono le prime due.
Sul traforo, vicino alla tastiera, sono collocati i tasti dei registri, i quali, tramite delicati meccanismi, azionano delle lamine perforate scorrevoli poste al fondo della cassa il cui scopo è aprire o chiudere tutta una serie di ance, in modo che delle 2, 3 o 4 ance che vibrano contemporaneamente (a seconda, come abbiamo visto, che lo strumento sia in 2a, in 3a o in 4a) se ne possono eliminare una, due o tre, variandone anche la combinazione ed ottenendo effetti di clarinetto, bandoneon, violino, ecc… .
Negli anni ’40 del secolo scorso è stato inventato il “cassotto”, cioè un dispositivo per mezzo del quale il suono, invece di uscire immediatamente all’esterno, si espande prima in una cavità a forma di scatola: ciò conferisce allo strumento un suono particolare, nasale, scatolato. Di solito in cassotto vengono messe una o due serie di voci; se è una sola sarà sicuramente l’ottava bassa. Come seconda voce si può mettere una delle rimanenti, ma più frequentemente è l’ottava giusta.


Le casse armoniche sono fissate al mantice per mezzo di una serie di spilli, più raramente di viti.
Separando le casse dal mantice diventano visibili i somieri porta ance o meglio porta voci. E’ un’operazione delicata e da non farsi se si è completamente profani.
I somieri sono costituiti da un castelletto di legno al quale sono fissate le voci, con cera o chiodi o viti.


Le voci, dalla qualità delle quali dipende gran parte del rendimento dello strumento, sono il cuore della fisarmonica.


Esse sono costituite da una piastrina, solitamente in lega di alluminio, sulla quale, con chiodi ribattini, vengono fissate due ance, l’una in senso opposto all’altra. Ciò è necessario perché ciascuna ancia può suonare solo se il flusso d’aria proviene da un’unica direzione. Aprendo e chiudendo il mantice il flusso d’aria viene invertito rendendo necessario l’utilizzo di due ance contrapposte per la produzione di ciascuna singola nota.
Ogni ancia è dotata di una striscia di pelle che funge da valvola, la quale è importantissima, perché premette di non sprecare aria, impedendole di passare attraverso l’ancia che in quel momento non può suonare.
Da alcuni anni vengono usate valvole “sintetiche”, chiamate “ventilli”. I ventilli hanno il vantaggio di essere molto leggeri, non oppongono resistenza al passaggio dell’aria e ottengono quindi più potenza di suono, specie nei suoni acuti. Inoltre non perdono aderenza nel tempo, come invece succede alle pelli naturali.
Tra fisarmonica e organetto diatonico la maggiore differenza è nelle voci: infatti mentre nella prima le due ance della voce producono lo stesso suono, nell’organetto si ha la produzione di due suoni differenti; ne consegue quindi che in apertura e in chiusura di mantice, nell’organetto si avranno due suoni diversi. Stesso fenomeno di ha anche nella maggior parte delle concertine, bandereon, melodeon, ecc…

Cassa armonica dei bassi
Nella parte interna sono alloggiati i somieri simili a quelli del canto ma più corti, in quanto portano solo dodici voci corrispondenti ai suoni di un’ottava.
Togliendo il coperchio dal lato rivolto all’esterno, si accede alla meccanica dei bassi, un intrico di aste, rinvii e leve


Ogni bottone delle prime due file partendo dal mantice (contrabbassi e bassi), presenta un’asta sulla quale è innestato un piccolo piolo che, tramite leve varie, apre le valvole corrispondenti ad una sola nota.
I bottoni degli accordi invece hanno sull’asta due o tre piccoli pioli, che aprono le valvole dell’accordo corrispondente.
Le fisarmoniche per musica classica hanno, al lato bassi, un dispositivo chiamato “converter”, azionando il quale, tramite un complicato meccanismo, tutti i bottoni degli accordi producono note singole. Ciò permette anche alla mano sinistra di eseguire gli stessi motivi realizzabili con un organo o con un pianoforte. Queste particolari fisarmoniche vengono dette “a bassi sciolti”.

Mantice
Il mantice è fatto con cartone pieghettato ricoperto di tela o di seta. Gli angoli interni sono di pelle, in modo da permettere il movimento; quelli esterni sono di metalli. Le pieghe esterne sono rivestite di dermoide, un particolare materiale sintetico disponibile in varie colorazioni.

Rivestimento esterno
Fino ai primi del ‘900 non si usava alcun rivestimento esterno. Alcuni strumenti venivano riccamente lavorati con intarsi in legno e madreperla, arrivando a produrre3 delle vere e proprie opera d’arte.
Con l’avvento della celluloide c’è stata una grande svolta nella componente estetica della fisarmonica. L’organetto, invece, in linea di massima ha mantenuto il suo aspetto classico con il legno a vista.
La celluloide, che è ricavata dalla cellulosa, è stata inventata nel 1869. Come rivestimento delle fisarmoniche ed in varie colorazioni si è cominciato ad utilizzarla nei primi anni del ‘900 e, grazie alla lucentezza e alla sua inalterabilità nel tempo, è ancor oggi largamente utilizzata. Tuttavia oggigiorno alcuni strumenti, in alternativa al rivestimento, vengono verniciati.

Vedi anche la descrizione di un restauro-tipo.


Chi avesse dubbi, curiosità oppure argomenti da aggiungere, può telefonare a Guglielmo Fusero o inviargli una e-mail attraverso questo sito.

 
     
 
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Ultimo aggiornamento: 26 Maggio 2004
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